
Il polifusore è l'utensile elettrico fondamentale e insostituibile per la giunzione di tubi e raccordi in materiale plastico, nello specifico polipropilene random (PPR) e polietilene (PE), ampiamente utilizzati negli impianti idrosanitari, di riscaldamento e aria compressa. Questo strumento funziona secondo il principio della saldatura per polifusione termica: una piastra riscaldante in alluminio porta contemporaneamente alla temperatura di fusione (circa 260°C) la superficie esterna del tubo e quella interna del raccordo. Una volta raggiunto il punto di rammollimento ottimale del materiale, i due elementi vengono estratti dalle matrici e inseriti manualmente l'uno nell'altro senza alcuna rotazione; raffreddandosi, le molecole di plastica dei due componenti si fondono legandosi intimamente, creando un corpo unico e garantendo una giunzione molecolare indissolubile con una tenuta idraulica perfetta e permanente nel tempo. I polifusori professionali sono equipaggiati con un termostato elettronico ad alta precisione per il monitoraggio costante della temperatura, un fattore critico poiché una temperatura errata comprometterebbe l'integrità strutturale del polimero e la sicurezza dell'intero impianto. La piastra riscaldante è progettata per alloggiare contemporaneamente diverse coppie di matrici maschio/femmina intercambiabili, rivestite in PTFE (Teflon) antiaderente per evitare che la plastica fusa vi rimanga incollata durante la fase di riscaldamento, coprendo i diametri commerciali più diffusi che variano generalmente dai 16 mm fino ai 63 mm o 110 mm per gli impieghi industriali. Forniti solitamente in pratiche valigette metalliche complete di supporti a terra o a morsa da banco, i polifusori permettono agli installatori termoidraulici di realizzare distribuzioni idriche complesse a regola d'arte, azzerando i costi dei raccordi meccanici o a pressare e assicurando la massima resistenza alle pressioni di esercizio e alle sollecitazioni termiche.